Nostalgia in streaming: come Stranger Things 5 ripensa il marketing
- Fabrizio Majerna
- 10 dic 2025
- Tempo di lettura: 1 min

© Credits Majthesign
Stranger Things 5 trasforma la nostalgia anni ’80 in un’esperienza multicanale: tra pop‑up, merchandising, installazioni urbane e design retrò, il finale diventa un viaggio condiviso nella memoria.
La quinta e ultima stagione di Stranger Things non arriva da sola: dietro c’è un piano marketing pensato come un evento globale. Netflix, insieme a partner retail e brand di ogni tipo, trasforma la serie in un fenomeno culturale — un’operazione che travalica lo schermo per diventare identità visiva, merch e comunità. Il launch non mira solo agli spettatori affezionati: puntando sull’emozione della nostalgia, sulla grafica retrò e su activations reali e digitali, la campagna rende il ritorno a Hawkins un evento da vivere insieme.
Ma non è solo fan service: è un vero e proprio workshop di brand design. Con poster glitchati nelle metropolitane italiane, vetrine a tema, packaging e collaborazioni cross‑settore, la comunicazione di Stranger Things diventa un laboratorio estetico collettivo — un esempio limpido di come le atmosfere, i codici visivi, i rituali e la memoria possano essere strumenti di identità per un marchio.
Per chi come noi lavora con grafica, illustrazione e design, questa campagna è una lezione: un brand forte non è solo logo e prodotto — è contesto, esperienza e linguaggio visivo condiviso. Un’idea da cui prendere ispirazione.
👉 E tu: come interpreteresti la nostalgia anni ’80 oggi in una grafica o illustrato per un brand?


